Santos Intactos e Incorruptos: Santa Zita

Notizie su Santa Zita (1218-1278)


Non esistono documenti che attestino la data e il luogo esatti della nascita.
I Lucchesi la vollero nata a Monsagrati da padre succisano e madre di quel luogo; i Succisani la vollero nata da genitori entrambi succisani alla Colla ed emigrata a Luc-ca con essi ancora bambina.
Alla Colla di Succisa da quei tempi esiste “La casa di Santa Zita”, sulla quale è sta-to edificato il tempio a Lei dedicato, Il “campo di Santa Zita” e “la fontana di San-ta Zita”, dove la Santa andava a lavarsi prima di andare a messa, come ricordato nel-la tradizione popolare e in documenti antichi e recenti.
Il nonno paterno è sepolto nel vecchio cimitero di Succisa.
Dante riconobbe Lombardi i suoi genitori. Vocabolo comune ai pontremolesi.
Ugolino da Parma, giureconsulto e magistrato di Lucca scriveva la vita di “S. Zita o-riginaria della Colla, membro del villaggio di Succisa, territorio di Pontremoli. In tempo di carestia dai genitori abbandonata la patria, passò a Lucca e prese servizio in casa Fatinelli”.
Bernardino Campi la disse “nata alla Colla di Succisa, giurisdizione di Pontremoli, da Giovanni Bernabovi, sempre della Colla”.

a cura del prof. Gino Monacchia

Il nome deriva, nell’interpretazione più semplice da sub Cisa (sotto la Cisa) o più probabilmente (G. Sforza) dal participio del verbo latino succìdere (da sub e caedo: tagliare sotto, in basso); per il fatto che lungo le strade percorse da soldati e vian-danti si procedeva a tagliare l’abbondante sottobosco e la fitta vegetazione che favo-rivano le imboscate di banditi e predatori.
Citata nei documenti più antichi col nome di Succisa, è presente in altri più recenti col nome di Soccisa o Succisa. Il nome è stato ripristinato in modo definitivo con D.P.R. n° 854 /8 - 09 - 1950 in Succisa.
Situata sulla via che attraverso vari passi appenninici metteva in comunicazione le valli del nord con il mare, ebbe un’origine sicuramente antica (galli,liguri-apuani, romani).
In posizione strategica, si trovò nelle contese per il possesso della proprietà e delle vie di comunicazione fra il monastero- xenodochio di Montelungo e il castello di Grondola, in età feudale.
Visse le vicende legate alle varie fasi antiche e moderne della storia di Pontremoli, conoscendo assalti e distruzioni da parte dei soldati di Arrigo V° e Federigo I°

FOTO DI SUCCISA - Pontremoli

Il Campanile di Succisa

Il Campanile.
La costruzione del campanile, alto 25 metri circa ebbe inizio nel 1853 e fine nel 1870.
Fu disegnato dal prof. Arzeni, docente di fisica nel seminario vescovile di Pontremo-li.
Fu capomastro iniziale un Pinotti, ma praticamente tutta l’opera è stata eseguita sotto l’esperta guida del capomastro Domenico Antonio Fanti di Succisa.
In precedenza un piccolo campanile, demolito nel 1919, era tutto un corpo con la chiesa e posizionato sul lato sinistro dove si vede tuttora una porta murata.
Le campane sono 5 e ognuna porta il proprio nome, il campanone: S.Zita, la più pic-cola: S. Antonio Abate, le altre rispettivamente: Vergine Maria, S. Felicita e S. Per-petua.
Sono intonate sulle seguenti note musicali: MI- FA diesis- SOL- LA- SI
Il campanone (circa 10 quintali di peso), dopo ripetute venature, fu ristrutturato defi-nitivamente dalla ditta Borgna di Pontremoli. Due campane furono riparate a seguito dei danni subiti nel cannoneggiamento tedesco del 26/04/1945.

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